mercoledì, 11 novembre 2009

A che ti serve l'ultima parola se quando hai sentito le sue ti si è fermato il cuore e le gambe ti si sono piegate sconfitte da una scossa di rabbia e rassegnazione? Lo sapevi che sarebbe stata una sconfitta ma hai voluto andare fino in fondo ed era l'unica cosa da fare. Gli hai donato la tua vita, hai donato la tua vita ad uno che non sapeva che farsene della tua vita e prentendeva di metterla lì dentro un cassetto a prendere polvere e la tua colpa ai suoi occhi è stata quella di non subire questo squallido destino. Non siamo fatti per implodere nella nostra energia e lui lo sa bene, faceva solo finta di non saperlo. Ti gira la testa, il cuore lo hai in gola e poi scende nello stomaco che si è chiuso e si stringe di dolore...lo so vorresti vomitare, vorresti dare sfogo alla tua rabbia a questo sdegno infinito che ti insegue da cinque anni, vorresti giustizia, vorresti che l'universo si accorgesse di quello che ti ha attraversato la carne e di quello che ti sta facendo tremare proprio adesso. Lo so cosa senti ma non c'è nulla che tu possa fare perchè se facessi qualcosa incontreresti solo altro inutile dolore e non ti servirebbe a niente...puoi solo stare lì a pregare che questo sia veramente l'ultimo atto di questa immensa farsa e che questo pagliaccio abbia davvero varcato la soglia del "via per sempre" via lontano da te, puoi pregare che questo cannibale ti creda morta e non cerchi di succhiarti altra vita...si è cibato dei tuoi sogni, del tuo pudore, dei tuoi segreti e non ha avuto rispetto nè si è preoccupato di custodire le cose più preziose che gli hai donato...ti sei lasciata esasperare e anche quando urlavi dopo che ti imbavagliava di ipocrisia lui non ti ha ascoltata...ti ha lasciata marcire dentro una prigione e ti ha cibata di incubi e ti ha imbruttita...lo so hai cercato di andare via ma non è servito...non aveva concluso la sua opera...adesso prega che lui si ritenga soddisfatto del suo capolavoro, prega che veda nella tua persona tutto lo sporco con cui ti ha insozzata...corri via in silenzio e se hai la tentazione di voltarti indietro fallo senza che lui ti debba vedere, perchè se dovesse scorgere ancora luce nei tuoi occhi diverrebbe di nuovo avido di quella vita che ti appartiene e te la ruberebbe...ti ruberebbe l'ultimo briciolo di umanità che ti appartiene...corri via e prega che non si accorga che ancora sei viva...ti ha buttata nell'immondizia convinto che non gli servivi più: è la tua salvezza perchè sei viva e lui non lo sa...lui non lo sa..
postato da keshjira alle ore novembre 11, 2009 00:43 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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venerdì, 06 novembre 2009

Una giorno lei tornerà forse persa di nuovo nei suoi sguardi ancora tra le nuvole e mai con i piedi per terra, a sognare sui vagoni di un treno in corsa mentre guarderà dai finestrini impazziti pezzi di realtà sfuggente come la sua vita...forse si fermerà in qualche angolo sperduto di mare dove hanno dimenticato cosa sia il rispetto o forse passeggerà tra le vie di una metropoli qualunque a raccontarsi la storia di secoli prima senza che nessuno la noti, così come a lei piace, senza che nessuno la disturbi dal suo sonno precoce...forse si fermerà sotto un albero parlante a ragionare su nuvole incandescenti e foglie ormai rinsecchite...o forse ascolterà l'aria dai suoi polmoni e le orecchie le serviranno solo per classificare nuovi suoni...e le parole appena sussurate ad individui solo accennati dai contorni sfocati saranno solo un passeggero ricordo di come la voce si possa modulare...un giorno tornerà probabilmente con in braccio se stessa tenendosi per mano e non avrà paura e non avrà bisogno di vendere il suo amore...
Ma se non dovesse tornare forse è perchè si è nascosta di nuovo tra film vecchi e cartoline mai spedite, dietro finestre annebbiate e resterà lì incantata dai fari di una macchina che la abbagliano...
postato da keshjira alle ore novembre 06, 2009 00:22 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 05 novembre 2009

Non era lui, non era lui ad accarezzarle la pelle, a portarla fuori in quel posto dove si mangia il pesce. Non era lui che le camminava di fianco, non era lui che la guardava sorridente, che la scaldava con la sua voce. Lui si era perso in quella lastra di marmo dove un cuore si era frantumato in mille pezzi per liberarsi da una schiavitù più antica del tempo e dei ricordi...non era lui che le teneva la mano e la baciava...non si sentì nessun respiro...nessun battito...solo il silenzio...
postato da keshjira alle ore novembre 05, 2009 23:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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