lunedì, 19 ottobre 2009

E mi ricordo bicchieri e tramonti vicino ai tavolini sul legno sospesi ad aspettare la notte. L'immagine è ferma, si riavvolge piano il nastro tra la frutta tagliata a far spiedini e sorsi di gin e cola. Uno scherzo qualche risata poi la musica in sottofondo spezza il silenzio delle onde e l'acqua calma seduta sulla riva si disseta di terra selvaggia tra granchi che sonnecchiano e pesci che danno l'ultimo saluto al sole che va via ad ondeggiare su altre terre ed altri volti. Io che mi fermo a pensare tra il dolore che mi fanno le ossa e il sorriso sulle labbra che non mi abbandona mentre guardo invisibile il mondo che mi attraversa e mille passi ad incontrare le stelle e mille altre stelle di mille altre notti col sapore di sale e la pelle rovente e l'umidità e il sudore e tutti i passi le corse e sedersi un momento per darsi respiro e poi di nuovo la pace di quei mille ricordi...mille ricordi...mille notti ancora non sarebbero quell'unica notte in cui ho imparato a volare...
postato da keshjira alle ore ottobre 19, 2009 22:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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venerdì, 16 ottobre 2009

Questa pioggia che cade e questa nuova visuale, mi rendo conto che non sono tanto le cose a spostarsi ma è la nostra visuale a cambiare e se non si vede più quella luce  è solo una questione di posizione.
Dove c'era un letto adesso c'è una scrivania e dove c'era una scrivania adesso non c'è più nessuno e il sole che entra da quella finestra non trova chi stia ad accoglierlo...e la notte che faceva affacciare la luna da quella finestra non ha più un interlocutore.
Un tempo c'erano luci gialle lampeggianti di semafori in riposo che facevano compagnia ad una piazza vuota e ad una ragazza che invece di dormire rifletteva e vagava tra strade deserte in cerca di altra solitudine e riempiva i suoi vuoti con sogni e fantasie ed era capace di mutare la realtà e di addomesticarla di piegarla con un sorriso e si beffava di superstizioni e credenze ma era capace di predire il futuro.
Un tempo c'erano ponti illuminati di ricordi e di immagini tiepide e accoglienti come un piccolo quadro di acquerello e il tempo non era un tiranno ma serviva e la serviva...e lei parlava agli elementi e loro le obbedivano...
Forse è una favola questa ma sono certa che esisteva un piccolo rifugio chiamato casa dove l'odore di vaniglia e la luce calda erano coperte per un letto d'amore...e il suo sonno parlava di neve e di luoghi lontani e di un lieto fine...e c'era un suono notturno che ogni tanto la svegliava...perchè c'era qualcuno che le voleva parlare d'amore...
postato da keshjira alle ore ottobre 16, 2009 00:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 14 ottobre 2009

Le tue montagne sono colorate e il sole di mezzogiorno lì non mi fa paura perchè è un sole delicato mitigato dal fresco dell'altura...quei chilometri sopra il mare che segnano il confine della tua terra...
Ora mi affaccio e vedo, mentre volo tra le nuvole con lo spirito e sono accanto a te, mano nella mano, tengo i piedi ben piantati a terra e un sorriso ci avvolge. E' domenica e a me non fa paura, è giorno ma gli occhi non mi fanno male e l'aria non mi soffoca, e la luce non mi acceca.
La tua mano è ferma e mi tiene stretta, la tua presenza è costante dolce e calda, rassicurante...è davvero un giorno di festa...e tu mi porti vicino al camino, mi fai sedere e mi racconti la tua voce, mi racconti il tuo cuore, mi racconti i tuoi occhi, mi racconti la tua pelle le tue ossa la tua carne i tuoi respiri...ancora è presto per amarsi...fammi solo riscaldare ancora un po' vicino a quel cancello nero, ancora un po' per le strade deserte lontano dalla confusione del mondo con il suo non amore, con la sua follia con la sua dimenticanza, curami ancora un po' vicino alle rovine di un passato da ricostruire, raccogliamo dell'acqua fresca e usiamola per bagnare queste viti ancora acerbe...il vino non è pronto ed io ho ancora bisogno di questo sole e di questa natura silenziosa, ho bisogno di viverla con te accanto, ho bisogno di voltarmi quando ho paura che non ci sei più per accorgermi che invece ci sei ancora e che non sei un inganno o un'illusione o uno dei miei sogni...
Risvegliami piano dal torpore di questi anni pieni di odio, di questo veleno che mi sono iniettata nelle vene...ridonami l'uso degli atri e ricordami che ho un cuore che batte e che il dolore che sento è solo il mio risveglio da una lunga anestesia...portami una coperta per riscaldarmi e guardami ti prego guardami...perchè io sono qui...anche se non senti la mia voce, anche se ancora non ricordo come si usano le parole...io sono qui...
postato da keshjira alle ore ottobre 14, 2009 00:34 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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