Si rincorrono immagini, cercano di farsi spazio mentre il sudore riempie la mia pelle...è una lotta impari quella con la mia natura. Vorrei annientare questa sensazione mentre la parte più saggia di me dice solo di ascoltarla con rispetto. Ma a me manca il respiro, mi manca di nuovo la voce, mi manca la forza e non riesco nè a piegarmi nè ad andare avanti. Sto facendo resistenza e forse è questo che provoca questo dolore infinito. Se fossi capace di aprire le braccia aprire gli occhi, fare un respiro profondo allora questo tormento svanirebbe e ritroverei quella pace che mi è cara. Non mi piace essere un animale inquieto con questa voglia di sangue e vendetta in bocca.
Non riesco a non pensarti in questo momento. Sembra che mi accompagni quando la strada si fa più buia e cerco di immaginare quello che potresti dirmi. In cuor mio ho aspettato, forse, di rivederti, che facessi un viaggio lunghissimo da quella terra fredda, che lasciassi il fiume per me per rituffarti in queste acque che sentono la mancanza di te. Ma sei un essere selvatico, almeno per me, e ti giuro mai mi sono sentita così imperfetta. Non vedrai mai queste parole e anche se le vedessi non potresti capirle. Mi chiedo perchè un tempo hanno costruito la torre di babele...adesso forse saresti con me...
C'è una canzone che mi ricorda la tua partenza e la riascolto ogni volta che ho bisogno di sentirti addosso come quando hai posato quello sguardo su di me e mai nessuno mi ha fatta volare più in alto. Sei molto più di quello che pensi di essere, e la vita forse te lo dimostrerà e forse da qualche parte questo amore non si perderà ma resterà negli angoli più insoliti del tuo cammino...