lunedì, 26 maggio 2008

Quando si lascia una schiavitù si incontra inevitabilmente un deserto e capita che lì mentre hai sete e fame ripensi a quella schiavitù che seppur terribile ti dava da mangiare e da bere anche se non ti dissetava nè ti nutriva nè saziava...allora succede che ti volti indietro e carica di follia insensata urli al fato di essere stata presa in giro un'altra volta...succede che la speranza della rinascita si perda tra i granelli di sabbia che con il vento ti accecano e ti torturano...succede che se tendi una mano perchè ti hanno detto che è giusto farlo non trovi chi la sappia tenere stretta per aiutarti a trovare le forze necessarie a rialzarti e capita che ti accasci a terra senza forza perchè infondo, lo sai, stai mandando per l'ennesima volta la tua vita a farsi fottere. E questo perchè l'unica familiarità che conosci è quella con il dolore ed il dolore ad un certo punto ti manca e reclama di essere vissuto ancora una volta.
postato da keshjira alle ore maggio 26, 2008 23:46 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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giovedì, 22 maggio 2008

Sono Etera, la tua prostituta. Ti sazi di gemiti abilmente sommessi e vengo ad allietare il tuo giaciglio nel suono scomposto di una notte senza fine. Non sai neanche il mio nome ma conosci l'intimo pulsare del mio segreto e nell'odore aspro del piacere perdi le mie tracce appena sorge l'alba. Hai scelto uno strano simposio per diventare concupiscente ed io nel riapparire in forma umana riempio di dolcezza il tuo vino acerbo. Bevi un nettare e ne offri a te stesso un altro, chè ingordo di piaceri della vita non hai smesso di curare il tuo affanno, uomo dai mille volti, insaziabile, nell'implacabile voglia, mi sottometti.
postato da keshjira alle ore maggio 22, 2008 14:47 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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martedì, 13 maggio 2008

Perchè se fosse solo questione di pazienza allora forse mi metterei ad aspettare ma non ho la saggezza nè quella temperanza che mi dicono indispensabile. Allora, come sempre, restando un po' sopra le righe della vita mi affaccio sull'universo e sto a guardare silenziosamente gli eventi valutando dentro il mio esistere l'alternanza dei fatti, apparentemente, senza significato, certa che i simboli mi stanno comunque parlando e che io li ho sempre ascoltati. Non ho alcuna fretta di avere spiegazioni, non ho alcuna fretta di capire. Le mie impazienze, le mie corse mi hanno solo parlato di sterilità ed io, che sono donna e attraverso me scorre la vita, non posso soccombere.
postato da keshjira alle ore maggio 13, 2008 13:56 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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