E vorrei solo, solo una musica leggera
che mi tocchi un po' l'anima
per ricucirne gli strappi.
E vorrei un tempo senza spazi
senza rintocchi scomodi
senza pugni nello stomaco.
E vorrei portare in braccio il vento
e distribuirlo nella mia vita
far volare via le ansie e le disillusioni,
gli sprechi e le paure
le falsità e la poca stima di se stessi
e ridarmi respiro quando mi viene meno.
Vorrei una dose di forza
per correre un po' più vicino ai miei sogni
e prenderli
plasmarli
dargli senso
perchè finalmente abbia senso la mia vita.
Vorrei infondere il coraggio
in chi mi circonda
e colorarmi gli occhi di speranza
perchè leggendoci dentro
chiunque
possa sentirsi in grado
di spostare le montagne.
E vorrei sentirmi invincibile
e debole
senza vergognarmi di essere così fragile
ogni volta che mi sarò perduta
dentro un apparente fallimento.
E vorrei amare
senza paura di sbagliare
senza paura di non essere amata
senza paura.
Se sapeste come ridono i bambini quando i loro sguardi non sono stati narcotizzati.
Questo è un momento di estrema difficoltà. Lo so perchè me lo sento...e basta! Ed è pressocchè inutile cercare di spiegare e di tenere tutto sotto controllo come penso di fare. E' così! Uscita da un tunnel non riconosco più nulla di quello che ero prima e la tentazione sarebbe quella di gettare tutto nel cesso...ma per andare dove? Sto sulla riva di un fiume...ne seguo il corso, ogni tanto bagno i piedi, le mani e con queste porto un po' d'acqua sul viso, sulle labbra, quasi a provare che sapore ha la vita...ma ancora non riesco a gettarmi perchè terrorizzata all'idea di non saper nuotare...non so come si fa...o non sono ancora pronta a farlo...mi immergo di tanto in tanto...ma mi aggrappo bene alla riva...poi risalgo su e malinconica guardo gli infiniti sconosciuti che si gustano a dovere la vita. A volte mi comporto come un animale disperato, frenetico che ha voglia di buttarsi ma poi si blocca torna indietro, poi riparte e si riblocca...muoviti muoviti...mi dico...eddai su che aspetti...
La verità...è che io in quel fiume mi ci voglio buttare...
Stamattina sono stata in libreria. Mentre cercavo un libro che mi parlasse e che mi chiamasse, l'occhio mi cade sul libro delle risposte...tadàaaaa! Non ho potuto resistere alla tentazione. Ho seguito le istruzioni: occhi chiusi, concentrata, lungo sospiro, e poi...incurante dello sguardo basito del "signore dei libri" ho aperto a caso il libro...e...tadàaaaaaa...la risposta magica è: MEGLIO ASPETTARE...
...nooooooooooooo...ma ancora!
Non chedermi quali canzoni mi piacciono, chiedimi semmai cosa mi piace di una canzone, cosa è che mi fa veramente vibrare di un suono o di una voce o quali parole sono capaci di entrarmi dentro e rimescolarmi l'anima. Non chiedermi quali sono i colori che preferisco ma chiedimi piuttosto se tra i cieli grigi delle ovvietà io riesco a colorare la mia esistenza anche con inesistenti arcobaleni. Ti sento lontano ma ancora sento l'eco delle tue domande sciocche che mi facevano sentire come una bambina contenta di risponderti. Tu mi hai trovata lì un giorno e hai deciso di dividere il tuo pasto con me e adesso quel cibo mi manca.
Adesso che so che Stefano Ricucci sta molto meglio perchè si tromba quella modellona biondo platino che non mi ricordo neanche come si chiama...diciamo che la mia vita acquista il suo perchè!
A volte...la poesia...si perde...
Mentre cerco di non farmi staccare dalla mano mezzo chilo di carne dal mio gatto sempre più convinto che deve montarmi il braccio rifletto sui meccanismi del mio sistema immunitario. Dicono che tutto parte dalla testa ed io sono un po' in difficoltà perchè chi è che controlla la mia testa? Io, mi rispondo...ma poi mi rendo conto di essermi giocata l'ultima carta e di essermi data i presupposti per ulteriori seghe mentali: quindi io sono cosa? Un 'entità superiore? Un'aliena? Uno spirito intrappolato dentro un corpo? Mi girano in testa ormai mille nozioni imparate mentre cercavo me stessa...e adesso che mi manca l'ispirazione e sono in panne, vorrei davvero ritrovare il bandolo di quella matassa che è scivolata giù per le scale...maledetta consapevolezza...a volte ti fotte anche lei...