Fu quasi subito l'alba e Ismaele non c'era più. Fuori la pastorella era scomparsa lasciandomi solo un pezzo di pietra inciso. Lessi con difficoltà, perchè ancora i miei occhi non riuscivano a mettere bene a fuoco, ma lessi comunque con un po' di sforzo. La scritta era d'oro e mi diceva che il fuoco mi stava aspettando, che quella prova, mi aspettava appena uscita dal mio rifugio. Ma dove era finita la pastorella, e tutta la gente che l'accompagnava? Mi affacciai e vidi alcuni che tra le pietre e il fango si affannavano a cercare. Ismaele mi disse: " Questi sono coloro che cercano i loro sogni nelle cose sporche, che scendono a illeciti compromessi perchè fin lassù non riescono e non vogliono arrivarci. Non troveranno nulla se non qualche pietra che sembrerà per loro d'oro zecchino ma che diventerà polvere appena l'avranno tra le mani. Non vogliono affidarsi con fiducia al percorso che il loro angelo con zelo sta loro indicando, si sono resi sordi, ciechi dalla loro cupidigia e niente li distoglierà dal loro stesso morire, perchè presto quel fango li inghiottirà e anche loro si trasformeranno in polvere e torneranno alla loro vita tristi e vuoti chiedendosi perchè." Gli chiesi: " Ismaele, tu lo sai che voglio continuare e voglio attraversare il fuoco, ma sento una stanchezza che mi impedisce di andare avanti, ho attraversato mille deserti, mi sono purificata con le acque tiepide di quei luoghi, ho visto i precipizi in cui ci si perde nell'oblio del non senso, ho capito che il mio cuore è scappato via insieme ai miei ricordi. vedo solo quelli senza neanche distinguerne i contorni...senza emozioni, senza che mi si muova alcunchè nel petto..." Isamele mi rispose: " Colomba mia è questo il percorso. Non ti rendi conto che lassù ti aspetta quello che ti serve davvero per affrontare la vita senza nasconderti come hai semore fatto in buche scavate nella roccia? Vuoi continuare a vivere così?". " Ma la pastorella è andata via..." " La pastorella ti ha teso una mano ma sapeva che non eri ancora pronta, conosce il tuo dolore e la mancanza di speranza, la rivedrai ma non è con lei che dovrai percorrere gli ultimi tratti, il tuo rifiuto non toglie nulla alla tua missione, era scritto così, ma tu dovevi sapere che non eri e non sei mai stata sola e mai lo sarai nella vita, visto che la tua grande ferita nasce dalla sensazione di solitune. Non sei sola colomba mia, anche quando non mi vedi chiudi gli occhi e sentirai vibrare le mie ali sul tuo collo e allora lì saprai che ci sono io a vegliare su di te."
Ero stanca. Fui presa dal senso di solitudine e mi rifugiai dentro una grotta umida e buia ad aspettare che qualcuno si accorgesse della mia assenza e venisse a tirarmi fuori da lì. Non mi importava dell'acqua, del fuoco e nemmeno dei ricordi che ancora ballavano come palle di fuoco davanti ai miei occhi. La pastorella si accorse della mia assenza e mi guardò da lontano facendomi un cenno. Ma non accolsi la sua richiesta e abbassai gli occhi vergognandomi del mio rifiuto. Stavo perdendo apparentemente tutto e mi sentivo impaurita. Scese la notte e Ismaele scese dal cielo e giacque vicino a me. Avevo bisogno del suo conforto.