Nella musica riposo il mio animo e accresco il coraggio di vivere. Le mie candele si sono consumate lasciando profumo di vaniglia. La notte accompagna queste brevi note aldilà dei pensieri, aldilà delle conseguenze. Gli orologi sono tutti sincronizzati. Domani un treno partirà ma non avrà le stesse aspettative di un tempo. Certo. Ne sono sicura.
Sono io che aumento le visite e innalzo i tuoi numeri di questo circo ambulante. La notte è scesa e i miei segreti si svelano solo nelle ore notturne quando tutti dormono e nessuno mi sente. Solo la televisione, ingombrante e invadente, si fa posto in questo mio angolo di cielo. A chi parlo? Forse a un Peter Pan troppo lontano anche per sentire i miei pensieri felici. Metto su il solito spettacolo di musica e parole. Ma se Peter Pan fossi proprio io?
Ho un piccolo punto nel cuore. Un piccolo varco dal quale uscire, dal quale entrare. Il meccanismo pur rotto serve ancora. Quando sembra notte dentro si accende un fuoco e inizi a cantare, a volte fischietti quel motivo senza rendertene conto. Le porte si sono chiuse ma dalle fessure si sente una presenza invadente. Il tempo ne conserva i segreti.
Che vuoi farci? Forse manca la stima se penso di poter controllare la tua emotività tenendoti in pugno come un moscerino. Colpa mia? Sì è probabile. Eppure spesso te lo domandi se puoi uscire da questa gabbia dorata solo che poi non vedi l'ora di tornarci. E se fosse un impulso masochista? Il pozzo dei desideri mi sa che si è svuotato e le monetine non bastano più per riempirlo. Cosa manca? Tutto. Credo. Coraggio allora, taglia questa corda e lasciati andare libero. Se vuoi volare devi riprenderti le ali che mi hai consegnato. Io vivo di passato e nel passato rimango. Come i ricordi di quando si è bambini e si va al mare. Meravigliosi anni ottanta. Ritorno sempre indietro, conservando la stessa andatura.
Caffè, caffè, voglia di caffè, che faccia rima, che metta le cose a posto. Ma c'è una miscela così? Non essendo neanche amante del caffè non mi perdo a cercare. Il caffè giusto verrà da me.
Ti sei alzato presto stamattina. Hai raccolto quei fiori per me e ti sei seduto qui accanto aspettando che io mi svegliassi. Impaziente hai aspettato fino a che io aprissi gli occhi. Ma al mio risveglio non c'eri più. Niente è stato facile. Ti ho cercato impaziente di incontrare il tuo sguardo ma solo i tuoi fiori rimangono e quasi dubito che me li abbia portati tu.
Esigenze tradite? Ma di che parli? C'è la luna stasera. Non l'hai vista? Ho le gambe pesanti, mi muovo a stento, tra le tue mani soffoco. Lasciami, ti prego, lasciami. Mi sento morire e poi, cerco e scavo dentro. Siamo seduti sempre lì, davanti a quel fuoco. La fiamma brucia e parla. Che sensazione meravigliosa stare così. Contraddizioni, adesso ne sono cosciente. Non temo la luce selvaggia, l'estremo delirio di menti offuscate dal vino, di menzogne tradite dal tempo, di verità urlate in silenzio. Una chitarra suona mentre scruto il mistero che lascia il misero cuore a parlare di sè. Un immenso spazio vuoto, lasciato senza voltarsi. Questo il cammino.
Annuso l'aria che sa di fumo. La sensazione di non appartenere a nessuno è così forte. Dispiego le mie ali e volo attorno al mondo scrutandone i segreti. Certo l'amore fa strane cose. Dall'amore per una donna nasce l'amore per una terra e dall'impossibilità di vivere quell'amore si diventa combattenti per i diritti, denunciatori di gravi ingiustizie. L'amore non finisce, ma si trasforma. Questa ne è un'ulteriore prova.
Mi levo la maschera ormai, a che mi serve. Ne ho trovata un'altra ancora più bella.
Alle volte, succede, che tra il silenzio di pensieri fugaci, rinasca da antiche memorie una canzone, un suono, una melodia...si affretta la mente a ricomporre emozioni spezzate dal tempo e indomite, intente a risalire dal vuoto dell'anima, si posano felici all'ombra del ricordo.
Vorrei avere un distributore automatico di sigarette proprio qui in casa mia...cazzo ho finito le sigarette. Non vale!
Dentro il fragile suono del carillon ho seviziato la mia voce, strappato il cuore ai ricordi, perso l'ultima lagrima portata via dal vento. Stesa a guardare un cielo senza azzurro ho annusato il respiro della terra e ho sentito l'odore dei campi. Mi sono rifugiata all'ombra di un impietoso tempo e ho atteso di essere giustiziata. Ma la musica continua nonostante io la voglia fermare.
Un vestito smesso, sul letto nuda lei scruta l'abito vecchio. Le mani tra le gambe in attesa, un senso di abbandono, un lieve fruscìo di piacere. Si arrende, senza alcun cenno di ribellione scostando le lenzuola stringe il cuscino tra le gambe fremendo di brividi rapita, sudano le mani, nei gemiti si perde il silenzio.
..Ma sono davvero una strega?