Mentre guardo Milton che litiga con la D'Urso perchè pensa di essere trascurato io medito sul mio ritorno domani in ufficio. Considerando che la mia voglia langue, problemi pratici tuttavia mi impediscono di mandare tutto a cagare così rifletto su quanto potrebbe essere salvifico diventare ricca.
I metodi quali lotto superenalotto, gratta e vinci vari non fanno per me...ho constatato con precisione scientifica che la sfiga esiste, anche se la mia psicoterapeuta dice il contrario, e che mi ha scelta come compagna di avventure.
A questo punto potrei farmi rifare le tette e propormi come coniglietta di playboy....ma mi dovrei scopare quella mummia d'uomo che non mi ricordo neanche come si chiama...ho pure paura che lui dorma in qualche specie di sarcofago mentre le sue fidanzate "giocano" allegramente fra di loro...
Ma dove sono gli alberi con le banconote di cui mi parlava mia nonna quando ero piccola?
E così dico..meglio così.
Le candele bruciano, meglio che le spenga prima che prendano fuoco le mie tende.
Però..quel panino con le melenzane sott'olio non dovevo proprio mangiarlo!
Buonanotte.
Dopo l'esperienza di ieri ho deciso di prendermi qualche giorno di riposo. La cura che mi sono prescritta è solitudine assoluta,film in dvd di ottima scelta, litrate di infusi di vario genere e relativa corsa al wc per tanta plin plin.
Ormai è assodato il fatto che sto sul culo a molte delle mie colleghe.
Ed è anche assodato il fatto che oggi pomeriggio dopo l'acquisto di tutte quelle candele i clienti vicini e la cassiera pure si siano convinti che il tutto serviva per un rito voodo!
E poi perchè dimenticarci di quelli che se aprono un panificio senza glutine lo fanno per "missione santa" e non perchè ci guadagnano, no no. Infatti hanno già preso un locale più grande e credo che le vendite siano quadruplicate. Ma se entri lì come minimo devi fare una preghiera di ringraziamento al panettiere che fa a tutti noi la grazia. Grazie panettiere santo...ti cagherei un po' di più se il pane non fossi capace di farmelo a casa.
Stamane, dopo un paio di mortificazioni, sensazioni di assoluta inutilità e annullamento di qualunque forma di gratificazione personale e professionale ho capito
quanto era meravigliosa la scuola!
Per questo si ringrazia: la dirigente, la responsabile, le comari del protocollo, e dulcis in fundo la nostra cara segretaria istruttrice che si è autonominata moderatrice degli affari esteri e interni.
Siccome ormai che mi sto "letargizzando" l'interesse per i programmi serali si fa impellente e di una certa importanza. E visto che oramai il sonno non lo stimolo neanche se mi succhio tutta la boccetta di sonnifero, mi rimane l'odioso compito di fare da testimone di quest'epoca di reality. Ormai anche nella realtà quotidiana, in ufficio, a casa, con gli amici, persino con chi non ti conosce neanche, tipo nel supermercato, in macelleria, l'abitudine è quella di nominarsi e dunque eliminarsi per rimanere gli unici fruitori di ciò che l'ambiente offre. E ormai succede che se non guardi la tv e i suoi benedetti reality di che cazzo parli con quelli che ti conoscono? Ad un certo punto ci si sente fuori dal...mondo...
Che poi è normale che ti venga la sindrome del reality cosicchè anche quando vai in bagno ti senti osservata e ti domandi se non sei vittima di qualche altra diavoleria inventata che abbia magari il titolo:"Scopriamo le abitudini mattutine, nella stanza da bagno, degli italiani". Qualcuno diventerà famoso!
Guardo i gatti, e guardo chi guarda i gatti. Li vedo mentre vengono presi in braccio e si accocolano facendo e le fusa e un po' giocando. Siamo in Oregon, molto lontano da qui. Trovai il sito dopo una serie di ricerche sulle webcam nel mondo e scovai questa a Portland. Lì sembra che abbiano creato questo posto come rifugio per gatti che vengono osservati da tutti quelli che hanno il desiderio di adottarne uno.
A molti non piacciono i gatti. Dicono che sono animali freddi e interessati solo al cibo. Chi parla così non solo non ha mai conosciuto un gatto, ma non ha mai neanche provato ad amarlo. Ho visto dimostrazioni d'amore e dedizione che non hanno eguali neanche tra gli esseri umani.
Un uomo di spalle che cammina immerso in lungo viale alberato dentro una grigia città. Nel cielo un sole timido da dietro le nubi fa capolino e nella sua mente il ricordo di un ballo, l’ultimo ballo.
Lei, seduta dentro una caffetteria a sorseggiare qualcosa che sappia di caffé, il tavolino vicino al vetro d’entrata, da lì vede quel viale, vede gli alberi, e vede la sagoma che si allontana, e la musica suona. Un lungo sospiro poi rimane attonita e lo sguardo si perde tra la gente che passa e conduce la sua vita ignara di quell’epilogo e della poesia che trascina con sé. “Amorevole”…una voce chiede “resta ancor vicino a me”.
Scrivo e fumo in questa notte insonne che rinchiude i miei segreti che qualcuno forse domani svelerà. Mi affaccio dal corridoio e non c'è proprio nessuno.