L'amore dolce quello di cui mi parlavi. Poi finalmente un sussulto. Quando ti ho sentito la prima volta dentro di me i giochi che avevamo solo immaginato stavano prendendo corpo e mentre le mie viscere si inumidivano tu entravi scivolando verso i miei splendidi segreti.
La mente piano piano si offusca ed ecco che scende la sera anche sui miei pensieri. Mi sono cibata di carezze e di affetto. Dovrei farmene una colpa? Il confine è così labile ed io non sono certo diversa da chi agisce pensando al suo comodo. Stasera sono stanca miseramente legata ad un amore che di amore sa poco e circondata da chi mi darebbe la luna se solo osassi chiedere. Quello che voglio io sembra non contare nemmeno per me stessa. Agisco con il raziocinio scandendo le mie mosse e quelle altrui come fossimo su un tavolo di scacchi. Ardua la battaglia del difendere se stessi e gli altri da se stessi. E quando mi colpisce un ricordo o una sensazione che rende viva la ferita del tuo amore allora sanguino e bramo il piacere che solo con te riesco a sentire. Lontano "sconosciuto" non posso aspettare che tu cresca nè posso aspettare che a te venga voglia di venirmi a trovare. Non sono la tua prostituta estiva e nonostante io sia cosciente di amarti non ho perso il rispetto per me stessa.